Crediti d'imposta settore cinematografico e audiovisivo – Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti ministeriali

Condividi

Sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale di venerdì 25 maggio 2018 i decreti 15 marzo 2018 del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo recanti la disciplina applicativa degli incentivi fiscali nel settore cinematografico e audiovisivo, previsti dalla legge 14 novembre 2016, n. 220.

Si tratta, in particolare, dei crediti d’imposta di cui sono destinatari i seguenti soggetti e ambiti:

  • produttori indipendenti: (i) che abbiano sede legale nello Spazio Economico Europeo; (ii) che, al momento dell'utilizzo del beneficio, siano soggetti a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una stabile organizzazione in Italia, cui sia riconducibile l'opera audiovisiva cui sono correlati i benefici; (iii) che abbiano capitale sociale minimo interamente versato ed un patrimonio netto non inferiori a quarantamila euro e di diecimila euro in relazione alla produzione di cortometraggio, ovvero di opere destinate al pubblico prioritariamente per mezzo di un fornitore di servizi media audiovisivi su altri mezzi; (iv) che siano diversi da associazioni culturali e fondazioni senza scopo di lucro; (v) che siano in possesso di classificazione ATECO J 59.1. (ossia, attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi); il credito d’imposta è concesso in misura non inferiore al 15% e non superiore al 30% del costo complessivo di produzione delle opere;
  • imprese di distribuzione - al credito d’imposta sono ammessi i distributori (i) con sede legale nello Spazio Economico Europeo; (ii) soggetti a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una stabile organizzazione in Italia, cui sia riconducibile l’opera audiovisiva cui sono correlati i benefici; (iii) in possesso della necessaria classificazione ATECO J 59.1. (ossia, attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi); il credito è concesso in misura non inferiore al 15 per cento e non superiore al 30 per cento, elevata al 40 per cento nei casi previsti all'art. 16 della legge n. 220 del 2016, delle spese sostenute per la distribuzione nazionale e internazionale di opere di nazionalità italiana;
  • imprese dell’esercizio cinematografico - il credito d'imposta è concesso in relazione alle spese complessivamente sostenute: (i) per la realizzazione di nuove sale cinematografiche o per il ripristino di sale inattive, nonché per la ristrutturazione di sale esistenti che comportino l’incremento del numero di schermi; (ii) per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale e per l’installazione, la ristrutturazione, il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi accessori delle sale; il credito d'imposta di cui al presente Capo è concesso nei limiti dell'importo stabilito per tale finalità con il decreto di riparto di cui all'art. 13, comma 5, della legge n. 220 del 2016 ed è 3. Il credito d'imposta di cui al presente Capo è riconosciuto alle imprese non appartenenti alla categoria delle micro, piccole e medie imprese nella misura non superiore al 20 per cento dell'importo di cui al predetto decreto;
  • potenziamento dell’offerta cinematografica - il credito di imposta è riconosciuto agli esercenti delle sale cinematografiche, nei limiti dell'importo stabilito per tale finalità con il decreto di riparto di cui all'art. 13, comma 5, della legge n. 220 del 2016 e nella misura massima del 20% degli introiti, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, derivanti dalla programmazione di film (soprattutto italiani ed europei) effettuata nelle rispettive sale cinematografiche con modalità adeguate a incrementare la fruizione da parte del pubblico;
  • attrazione in Italia di investimenti nel settore cinematografico e audiovisivo - il credito d’imposta è rivolto alle imprese di produzione esecutiva e di post-produzione, per la realizzazione sul territorio italiano, su commissione da parte di imprese di produzione estere, di opere audiovisive, o parti di esse, utilizzando manodopera italiana o dell'Unione europea; il credito è concesso in misura pari al 30 per cento del costo eleggibile di produzione della singola opera e comunque entro il limite massimo annuo, per ciascuna impresa o gruppo di imprese, di euro 20.000.000;
  • imprese non appartenenti al settore cinematografico - il credito d’imposta è riservato agli investitori esterni al settore cinematografico/audiovisivo che effettuano apporti in denaro per la produzione di film di nazionalità italiana, in esecuzione di contratti di associazione in partecipazione stipulati con produttori indipendenti italiani. Il credito è stabilito nella misura massima del 30% dell’apporto. L’aliquota massima è elevata al 40% nel caso di apporto in denaro effettuato per la produzione di opere che abbiano ricevuto i contributi selettivi (v. art. 26 legge n. 220/2016).

I DM disciplinano inoltre i termini e le modalità di presentazione delle domande.

 

Scarica qui a fianco i Decreti Ministeriali

(Photo Credtis: Andrea Martina, Chiomenti)